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Il Fuorisalone, Lambrate e la magia di un quartiere – Intervista a Gianluca del Ristorante La Cappelletta

La nostra Lambrate in questi giorni è ancora più protagonista grazie al Fuorisalone.

Se siete stati già nel quartiere in questo periodo, avrete visto come sia diventato particolarmente affollato e ricco di novità.

Ma come vive la Design Week chi vive e lavora a Lambrate tutto l’anno, da tempo?

Vediamo di scoprirlo insieme a Gianluca, proprietario del ristorante “La Cappelletta” in via Conte Rosso, ovviamente a Milano Lambrate.

LambrateProjects – Gianluca, dal tuo punto di vita privilegiato di ristoratore che manda avanti un locale dal 1987,  potresti dirci com’è cambiato in questi anni il quartiere Lambrate con il Fuorisalone?

E darci un’idea concreta di questi cambiamenti, con qualche esempio?

Gianluca – Di primo acchito mi verrebbe da rispondere: in passato c’erano molte tute blu e pochi colletti bianchi.

Con il Fuorisalone si sono sviluppate varie iniziative che hanno portato a un’inversione di tendenza, anche se a dire il vero la storia inizia con il cambio delle destinazioni d’uso di via Rubattino, la vendita della Faema e altre aziende, il cambio di via Ventura e l’avvento delle gallerie d’arte nate dopo.

E poi l’avvento della redazione di Abitare, Radio 101 e altro ancora.

Sicuramente, se devo pensare a qualcosa che si è perso, è forse quell’atmosfera di paese che caratterizzava la Lambrate del passato, anche se in fondo non si è perduta del tutto: in alcuni angoli si respira ancora.

LambrateProjects – E cosa c’è invece oggi e che non c’era in passato?

Gianluca – Da un punto di vista residenziale, c’è tanta gente più gente che vive a Lambrate.

Il quartiere è così variegato che possono vivere l’uno accanto all’altro il manager nel suo loft da 2 milioni e l’ecuadoregno in un monolocale: gente dunque di tutte le categorie sociali.

Credo che la Lambrate di oggi rappresenti perfettamente Milano in tutte le sue accezioni.

In tutto questo, penso che abbia avuto un ruolo fondamentale il Fuorisalone, ma anche che Lambrate fosse già un terreno fertile di suo e gli organizzatori di VenturaLambrate sono stati bravi a intuirlo.

Che poi, diciamolo, a differenza di tutte le altre periferie il nostro quartiere ha la tangenziale in città, la stazione, la metro, l’aeroporto a 2 km di distanza e se ci si pensa – visto che il centro a Milano è spostato – non siamo neanche così lontani…

LambrateProjects – Tornando al Fuorisalone, quanto dà ai ristoratori e in generale a chi lavora a Lambrate? E quanto l’eco del Fuorisalone dura durante tutto il resto dell’anno?

Gianluca – È un evento importante che indubbiamente dà tanto.

Io che sono qui da circa 30 anni, posso dire che ha portato un incremento del lavoro che non è andato mai a diminuire.

Un crescendo continuo, in particolare la sera che negli ultimi anni si è intensificato.

Ed è grazie al Fuorisalone che sono nati altri eventi che portano gente a Lambrate. Mi viene in mente la mostra Real Bodies ma soprattutto l’East Market di via Ventura che fa sì che ogni mese ci sia un viavai di persone appassionati di mercatini e vintage. Comunque, posso dire una cosa?

LambrateProjects – Prego.

Gianluca – Lambrate è anche un posto magico…

LambrateProjects – In che senso?

Gianluca – Be’, mi hanno sempre detto che i posti dove si formano, grazie al vento, i mulinelli di fogli, sono magici. E io credo sia davvero così.

E noi non possiamo che essere d’accordo con Gianluca :-)

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